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COMUNE DI SCHIO
ASSESSORATO ALLA CULTURA
FiberFaber
Orizzonti artistici
della fibra
Sei artisti a confronto
Spazio espositivo ex Lanificio
Conte
largo Fusinelle | Schio (Vi)
28 novembre - 31 dicembre 2009
inaugurazione sabato 28 novembre
| ore 18.00
ingresso libero
orario apertura | sabato
e domenica
10.00 - 12.00 | 15.30 -
19.00
laboratorio a titolo gratuito, "gioielli
di carta, lana, cotone e stoffa" riservato ai bambini
domenica 20 dicembre | 16.00 - 18.00
elvezia allari
Elvezia
Allari (nata a Schio, Vicenza 1965) crea allestimenti,
monili e opere di textile design artificiali. I suoi materiali
d’elezione sono silicone, i polimeri a caldo, filo di ferro
cotto, carta, impiegati in modo inconsueto, piegati ad ordire
aere tele di ragno cha catturano tessere musive o cristalli,
pellicole d’oro o piccoli oggetti del quotidiano, che insieme
guardano alle antiche cotte delle armature al macramé orientale
e alle trasparenze glamour del terzo millennio per “vestire
di ironia” gli ambienti, assecondando un immaginario gentile
con oggetti sorprendenti e sintetici.
Il suo lavoro percorre l’immaginario femminile con interpretazione
ironica e divertimento linguistico.
www.elvezia-allari.it,
elvezia@elvezia-allari.it, tel. 3381744973 -
0444370579
vito capone
Da oltre un ventennio la ricerca di Vito Capone (Roma, 1935) ruota
intorno alla carta come materia che si articola come serrata indagine
sulle sue possibilità espressive, sulle sue capacità di
trasformarsi in altro attraverso gli strumenti dell’arte.
Per Capone la carta è l’opera: modellata, mescolando
alla polpa foglie, erbe, giunchi sottili, fili di cotone e canapa,
incisa per evidenziare la tattilità della superficie e creare
sapientemente escrescenze e solchi, sovrapposizioni e incrinature,
pigmentata, utilizzando con grande raffinatezza il bianco e il
nero, colori non-colori che esaltano la luce sublimandola. È così che
dalla polpa vischiosa nascono manufatti dal carattere inconfondibile,
di sensibile sostanza fatta di superfici porose e sapienti consunzioni,
di corrugamenti e sorprendenti stratificazioni, di slabbrature
e improbabili addensamenti.
La critica colloca le sue opere accanto a quelle di Sadun, Fontana,
Burri, Calderara, Manzoni, Morelli, Maldonado.
corso V. Emanuele 160, 71121 Foggia, vito.capone13@libero.it, tel.
0881774135
gabriella crisci
Il lavoro di Gabriella Crisci (Benevento 1972) tende a relazionare
lo spettatore con l’opera d’arte. Le sue sculture si
prestano ad una fruizione a livello sensoriale. Sono i cinque sensi
infatti che vengono messi in moto osservando le sue opere realizzate
prevalentemente con moduli industriali (fili in PVC, spille da
balia, graffette colorate) oppure con oggetti industriali. L’artista
non adopera mai immagini inquietanti o deliberatamente volgari,il
concetto dei suoi lavori sono spesso completati da suoni e odori
che inducono lo spettatore a rielaborare l’immagine che gli
viene sottoposta. Spesso i suoi lavori sono ironici, dissacranti,come
nel caso dei Tappeti di preghiera (visione occidentale) che rappresentano
le porte del paradiso ed hanno un chiaro riferimento religioso.
Le spille da balia intrecciate come una trama di tessuto riportano
alla mente l’espiazione .
piazza Dogana 7, Benevento,
g.c.crisci@gmail.com, tel.
3480068330
luciana costa
gianello
Luciana Costa Gianello (Vicenza 1936) scrive gli intrecci della
quotidianità con la nostra origine, rielaborando tematiche
cosmogoniche e sacre afferenti al linguaggio e alla scrittura,
intrecciando la fascinazione dei simboli con gli emblemi dei fenomeni
della natura. Calligrafie, glifi, segni si ordiscono come pieni
e vuoti come in quelle realizzazioni ispirate alla tecnica del ‘taiado-taiuzado’ veneto
del Cinquecento. Nelle opere più recenti, numerosi sono
i materiali tutti trattati in modo personalissimo: dalla vecchia
carta trasparente da fotografi e tessuto tarlatana, al plexiglass,
alla carta giapponese e il poliuretano. Diventano superfici di
scrittura e riflessi dove la luce inventa i suoi glifi e il suo
alfabeto. L’identità con le sue rifrazioni e i suoi
riverberi, i suoi complessi labirinti segnici quali li rivelano
le nostre impronte, diventa così il tema predominante di
un’artista fra le più significative della Fiberart
italiana.
www.costagianello.it, luciana@costagianello.it,
tel. 0444911234 - 3470793973
patrizia
panizzolo
Per Patrizia Panizzolo (Padova 1954) il tessuto, sapiente trama
di fili sovrapposti, è il “morbido” terreno
della sua sperimentazione tecnica e concettuale. Garze leggere
trasparenti e sfilate, danno vita a nuovi intrecci compositivi
di materiali diversi. Con la tecnica di stampa a linoleum crea
contrasti cromatici, segni minimali sfuggiti al controllo della
scrittura di racconti dal vario impianto formale quali kimono,
pannelli, stoffe arrotolate a spirale, ma mantenendo un tracciato
narrativo che si ripercuote sui vari supporti formali come la modulazione
infinita di una storia originaria, fatta di armoniche campiture
cromatiche, variazioni tonali di tramature.
patrizia.panizzolo@libero.it, tel. 0498722483
- 3282707955
angela
simone
Angela Simone (Albenga, Sv, 1963) intreccia e costruisce collane,
bracciali, orecchini e monili lavorando carte di consistenze e
grammature differenti, con collezioni che cambiano a seconda delle
stagioni, impiegando delle specifiche tecniche di preparazione
dei materiali come i “suminagashi” che colora con china
sparsa in acqua la superficie della carta donando un effetto d’onda,
o il “quilling”, cioè il gesto di arrotolare
strettamente, realizzando ora gioielli leggerissimi trattenuti
da fili vaporosi, ora in cartoncino ondulato domato come fossero
opere costruttiviste. Inventa perle resistenti, impermeabili all’acqua
e sempre sorprendenti: larghe o strette, grandi o piccole, panciute
o asciutte, barocche o minimaliste, legate con fili e filati senza
limiti di poesia, dal cordone alla lana, dalla coda di topo al
cordino di caucciù, dal tulle alla canapa.
www.angelasimone.it, info@angelasimone.it,
tel. 3396068901 |